Dove mettere la cassetta della posta

La cassetta postale è un elemento imprescindibile grazie al quale riusciamo a ricevere la corrispondenza e piccoli pacchi. La sua presenza è obbligatoria per legge e ne esistono davvero tanti modelli in commercio tra i quali puoi trovare certamente quello che maggiormente si adatta al tuo condominio, ufficio o abitazione.

Una domanda che spesso ci si pone prima di acquistare la cassetta della posta, è quella relativa alla sua ubicazione. Non si sa bene infatti quale possa essere il luogo migliore in cui posizionarla e dunque per questo si cerca di capire quale possa essere un posto perfetto che venga incontro alle nostre esigenze di comodità, tenendo chiaramente conto anche delle necessità dei portalettere e corrieri che consegnano la corrispondenza.

Vediamo allora di capire insieme dove posizionare la cassetta della posta e cosa dice in merito la normativa vigente.

Dove posizionare la cassetta postale: Cosa dice la legge

Per quel che riguarda l’ubicazione della cassetta della posta, il riferimento normativo è il Decreto Ministeriale del 9 Aprile 2001. In particolar modo l’articolo 46 recita: “Le cassette devono essere collocate al limite della proprietà, sulla pubblica via o comunque in luogo liberamente accessibile, salvi accordi particolari con l’ufficio postale di distribuzione“.

Dunque appare evidente la necessità di posizionare la cassetta postale in un luogo in cui il portalettere o corriere possa accedere facilmente e senza la necessità di dover chiedere a qualcuno di poter fare accesso ai locali ed essere accompagnato nella zona in cui è presente la bacheca delle lettere.

Ciò avviene per velocizzare il loro lavoro, che altrimenti al contrario sarebbe continuamente rallentato dal dover bussare di volta in volta e accedere all’androne o scala per individuare la cassetta delle lettere, con il rischio di rallentare il proprio lavoro e dunque la consegna di tutta la corrispondenza o pacchi.

Cosa accade se la cassetta è ubicata nel posto sbagliato?

In questo caso è l’articolo 37 a sciogliere ogni dubbio: “Gli invii di posta che non è possibile recapitare all’indirizzo indicato, possono essere ritirati presso l’ufficio postale di distribuzione dal destinatario o dalle persone a ciò abilitate dallo stesso o dalla normativa vigente, entro i termini di giacenza indicati all’art. 49“.

Dunque nel caso in cui la cassetta postale non sia posizionata sulla pubblica via, o se questa è comunque collocata in un punto difficile da raggiungere per il portalettere, egli può anche decidere di non effettuare la consegna e l’utente sarà dunque costretto a recarsi presso l’ufficio postale di riferimento per ritirare la propria corrispondenza.

Ciò non è chiaramente piacevole perché richiede una inevitabile perdita di tempo, motivo per cui è bene posizionare sin dall’inizio la cassetta della posta in un punto appropriato.

Come fissare la cassetta postale sulla cancellata?

Abbiamo visto che la soluzione più adeguata da adottare è quella di posizionare la cassetta postale sulla pubblica via. In che maniera è dunque possibile fissarla sulla cancellata? Esistono a tal proposito degli appositi kit di fissaggio che sono compatibili con tutti i modelli di cassette postali, e che consentono di ancorare la cassetta in maniera sicura alla cancellata così che questa non possa né scivolare ne essere sottratta da eventuali malintenzionati.

Si tratta della soluzione più rapida ed efficace per posizionare sin dall’inizio la propria cassetta postale nel luogo più appropriato rispettando dunque quel che prevede la legge e facendo in modo da agevolare notevolmente il lavoro dei portalettere e dei corrieri.

Non hai nulla da preoccuparti circa le intemperie, in quanto le cassette postali realizzate al 100% in alluminio offrono una ottima resistenza e tengono al sicuro la tua corrispondenza evitando che possa bagnarsi o rovinarsi, impedendo al tempo stesso che eventuali malintenzionati possano sottrarre la tua posta.

Codici Sconto Amazon: come funzionano

Con i Codici Sconto Amazon si possono comprare online sul famoso marketplace determinati prodotti e in alcuni casi la percentuale di sconto è importante. Normalmente Amazon permette di risparmiare rispetto ai negozi fisici, ma usufruendo del codice sconto Amazon i vantaggi sono superiori. Vediamo allora come funzionano i coupon di Amazon, dove trovarli e come risparmiare acquistando i prodotti ad un prezzo speciale.

Codice sconto Amazon: cosa è

I codici sconto Amazon o coupon Amazon danno diritto ad uno sconto su un prodotto specifico, che il marketplace definisce come “prodotto idoneo”. Non si tratta, quindi, di uno sconto generico da applicare a tutto il carrello, ma di una promozione su un singolo prodotto. Se l’acquisto comprende sia prodotti normali sia prodotti idonei lo sconto Amazon si applica solo a quelli idonei. Il risparmio offerto dai codici sconto Amazon corrisponde ad una percentuale del prezzo o ad una cifra fissa.

Quando si utilizzano i coupon Amazon è bene prestare attenzione anche al periodo di validità, dato che alcuni sono utilizzabili solo 1 volta ed altri fino a 10 volte.

Come si usano i coupon Amazon

Per usufruire del codice sconto Amazon si può fare click su Seleziona Coupon selezionando poi la spunta Applica Coupon sotto il prezzo. In questo modo vedremo i dettagli del coupon, le condizioni di utilizzo e il periodo di validità.  A questo punto si aggiungerà il prodotto idoneo al carrello per poi procedere al normale acquisto e nella schermata finale vedremo il costo del prodotto e lo sconto applicato con il coupon.

Dove trovare i codici sconto Amazon

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Sul nostro sito sono disponibili coupon per chi non ha un account Amazon, per chi ha account normali e per gli iscritti ad Amazon Prime.

La cucina di domani

Le nuove tendenze per il 2021 ci portano verso forme ergonomiche, maniglie incassate, materiali performanti e soluzioni moderne senza per questo rinunciare alla praticità e all’organizzazione. Ecco i consigli di Pedrazzini Arreda, leader del settore e negozio Veneta Cucine storico di Milano.

MATERIALI: Si potranno accostare materiali diversi, utili ad identificare le diverse zone della cucina. Bancone effetto legno, antine in laminato e top in Corian per esempio. Attenzione però a non farsi prendere la mano con troppi materiali rischiando di passare dal trendy al trash.

COLORI: Mentre la tendenza degli ultimi tempi vedeva cucine chiarissime, panna, avorio o addirittura total white, le nuove tendenze vendo un ribaltamento della situazione. Sarà che dopo un po’ il bianco stanca ma per il 2021 i colori che la fanno da padrone saranno molto più decisi e scuri: grigio, tortora e antracite saranno i nuovi trend colors del 2021.

FINITURE: I metalli entrano a spezzare l’austerità dei colori scuri. Bronzo, Ottone, rame…potranno essere usati per rubinetti e maniglie, dando un tocco di classe e molto personale alla nostra cucina.

COLONNE: Per l’anno prossimo saranno privilegiate le colonne con piani estraibili rispetto ai pensili. Queste ci garantiscono molto spazio contenitivo e permettono di nascondere tutto in un attimo, soprattutto quando non c’è una dispensa!

PIANO LAVORO: Per il top cucina è molto gettonato il Dekton, una miscela composta da oltre 20 minerali naturali che lo rendono estremamente resistente e altamente performante. Altrettanto impegnativo è ovviamente il prezzo. Anche il piano da lavoro in Fenix è apprezzato per il suo effetto soffice al tatto con il vantaggio della rigenerazione da eventuali micrograffi superficiali grazie alla sua termoriparabilità. Altro materiale utilizzato per il top perché molto resistente alle sollecitazioni, alle alte temperature e agli agenti chimici è l’HPL che ha dalla sua parte anche un prezzo più contenuto ed accessibile.

ELETTRODOMESTICI: Dedichiamo una sezione importante di questo articolo agli elettrodomestici che per la cucina del 2021 avranno caratteristiche ben precise: intelligenza, controllo remoto, funzionalità, comfort e compattezza. Si presterà più attenzione alla funzionalità, all’efficienza energetica e all’affidabilità. Marchi rinomati offrono innovazioni in cucina per una vasta gamma di vantaggi e funzioni, tra cui lampade che generano clima e controlli intelligenti degli elettrodomestici. La domotica in cucina permetterà per esempio, tramite applicazioni mobili di smartphone o tablet, di avviare la lavastoviglie con il programma desiderato, di accendere il forno indicando modalità e tempi di cottura, o vedere con l’aiuto delle telecamere integrate, la disponibilità dei prodotti nel frigorifero per poter fare la spesa prima di rientrare a casa.

PAVIMENTI: L’uso della pietra per i pavimenti sarà la vera novità della cucina nel 2021. Si sfrutteranno le potenzialità estetiche dei grandi formati irregolari per uscire da un gioco di geometrie rigide, scacchiere e ceramiche lucide. La parola d’ordine sarà opacità ruvida sfruttando i colori della pietra naturale e qual senso di rusticità che, fa risaltare l’arredamento di questo spazio come nessun altro. Attenzione però, il pavimento, come anche le pareti, è parte integrante dell’arredamento della cucina pertanto è necessario mantenere uno stile che si uniformi a quello scelto per mobili e piano lavoro.

Il 2021 è ormai alle porte, quindi non resta che affidarsi agli esperti del settore e andare a scegliere oggi la vostra cucina di domani.

I vantaggi del taglio laser industriale

Il taglio laser è un tipo di tecnica adoperata per lavorare tagliare pezzi di qualsiasi tipo di materiale in maniera rapida ed estremamente precisa. Per questo motivo tale soluzione è ampiamente adoperata nell’ambito dell’industria automobilistica, così come in ambito militare, medico, industriale ed estetico.

Come funziona il taglio laser?

I macchinari che adoperano questo tipo di tecnica sfruttano la luce quale strumento di taglio. Il raggio laser si focalizza su un punto del materiale da lavorare con una potenza tale da farlo fondere ed evaporare. Il risultato è una esecuzione davvero precisa del taglio, che consente di ottenere una finitura di qualità davvero molto particolare e dettagliata.

I vantaggi del taglio laser industriale

I moderni laser industriali presentano parecchi vantaggi che consentono di aumentare la velocità di produzione diminuendo tempi di lavorazione e costi, mantenendo la qualità inalterata.

  • Non serve tagliare le fustelle
  • È possibile apportare anche piccolissime modifiche
  • Non ci sono sbavature
  • È possibile effettuare tagli complessi
  • È una tecnologia che rispetta l’ambiente

I macchinari adoperati per poter riuscire a fare questo tipo di taglio sono molto avanzati, ed in questa maniera riescono a garantire una precisione di taglio senza eguali. Optoprim è una azienda specializzata nella fornitura di laser industriali, con una grande esperienza alle spalle ed in grado di offrire alle aziende clienti tutta la sicurezza di cui hanno bisogno per poter migliorare la qualità della produzione velocizzando l’intero processo.

L’ampio catalogo di prodotti offerti infatti, consente di rispondere alle esigenze dei vari mercati e dunque dei settori all’interno dei quali i clienti operano. Viene offerto supporto ai clienti sia in fase progettuale che nel momento in cui il progetto viene definito, aiutando ciascuno ad individuare esattamente la tipologia di laser necessario in base al tipo di lavorazione e di utilizzo che se ne intende fare.

I vantaggi di adottare badge di ingresso in azienda

I motivi per i quali ogni azienda fa bene ad adottare dei badge per controllare ingresso e uscita dei dipendenti della sede di lavoro sono molteplici, ma i principali riguardano in particolare l’ordine e la sicurezza.

Poter Infatti fare in modo che i soli dipendenti possono accedere ai locali aziendali, dopo aver inserito il badge personale all’interno dell’apposito lettore, fa in modo che compagnie e organizzazioni possano verificare quelli che sono i movimenti all’interno della sede lavorativa in ogni momento.

In questa maniera non solo è possibile impedire l’accesso a chi non è autorizzato, ma è anche possibile sapere in ogni momento il numero esatto di persone presenti all’interno dei locali e al tempo stesso sapere chi non è in sede, il che è fondamentale nel momento in cui si verificano ad esempio delle emergenze legate all’incolumità delle persone.

                                       Protezione delle risorse aziendali

Così facendo si vanno anche a responsabilizzare i propri dipendenti e fare in modo che possano prendere parte a questo processo che ha anche lo scopo, non secondario, di andare a proteggere le risorse aziendali presenti all’interno dei locali.

Parliamo ad esempio di macchinari, dispositivi o attrezzature che alcuni potrebbero altrimenti tentare di sottrarre furtivamente: dunque impedire ad eventuali malintenzionati di riuscire ad accedere alla sede in cui le attività lavorative vengono svolte è già un ottimo deterrente contro gli eventuali furti.

I badge timbratura Cotini srl consentono ad aziende di ogni tipo di migliorare il livello di sicurezza dei propri dipendenti, delle strutture e delle risorse che si trovano all’interno dei locali. Tali badge, che possono essere di prossimità o magnetici, possono essere totalmente personalizzati sia con la stampa di un numero progressivo, che con il logo o la ragione sociale alla quale può essere affiancata anche la fotografia del dipendente.

I badge, in ultima analisi, migliorano le relazioni tra i dipendenti, e quelle tra i dipendenti e i clienti, in quanto consentono a ciascuno di memorizzare il nome della persona che si ha di fronte, soprattutto quando si tratta di aziende con centinaia di dipendenti.

Asciugamani Elettrico Mediclinics

Quante volte ti sarà capitato di constatare che la zona dei bagni del tuo locale è perennemente sporca a causa dei fazzoletti per asciugare le mani che traboccano dal cestino? Per non parlare di quei pezzi di carta che rimangono appiccicati al pavimento o fazzoletti che rotolano dappertutto. E cosa dire di quella solita chiazza d’acqua che si forma sul pavimento, causata dal gocciolare delle mani dei clienti durante la fase di asciugatura delle mani? Per te che sei un gestore sempre così attento all’igiene, alla pulizia e all’immagine del tuo locale questo è un problema non di poco conto ma di difficile soluzione. Ebbene, la soluzione geniale ed efficace che stai cercando da tempo oggi esiste ed è a tua disposizione, stiamo parlando degli asciugamani elettrici Mediclinics.

Questi dispositivi ultramoderni e super tecnologici sono in grado di asciugare le mani per intero entro 10/15 secondi, e garantiscono il massimo dell’igiene dato che non vi è alcun contatto ma soltanto un forte getto d’aria. Questi ingegnosi dispositivi garantiscono grandi prestazioni e consumi limitati, grazie all’assenza della resistenza che riscalda l’aria, e pongono fine al problema delle pozzanghere d’acqua nei pressi grazie ad un intelligente sistema che convoglia e raccoglie le gocce d’acqua. Quando il serbatoio sarà pieno, sarà il dispositivo stesso ad avvisare tramite un apposito segnale luminoso e acustico, e l’operatore potrà effettuare l’operazione di svuotamento in pochi secondi. Il prodotto è stato progettato e realizzato assolutamente in Europa, nello stabilimento Mediclinics di Barcellona, e non ha nulla dunque a che vedere con i prodotti importati dai paesi del Sud Est Asiatico. Grande qualità dunque, per un prodotto che vi consentirà di rendere i servizi igienici dei vostri locali un luogo ancora più pulito ed accogliente ma soprattutto sicuro e igienico. I vostri clienti o noteranno e vi ringrazieranno!

Più di 4 milioni di italiani seguono la radiovisione

Sono più di 5 milioni gli italiani che nell’ultimo anno e mezzo hanno scoperto per la prima volta la radiovisione sugli schermi televisivi. E quelli che seguono i programmi radiofonici da device diversi da quelli tradizionali sono complessivamente più di 19 milioni. La radiovisione è in sintonia con gli stili di vita degli italiani: più di 4 milioni di italiani seguono ogni giorno la radiovisione dagli schermi televisivi, e nel primo semestre del 2021 sono aumentati del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. Gli italiani che invece guardano anche saltuariamente la radio in tv superano gli 11 milioni. Sono i principali risultati del 2° Rapporto del Censis La transizione verso la radiovisione.

La fiducia nella radio è rimasta invariata

I programmi radiofonici sono usciti bene dall’infodemia scatenata dall’emergenza sanitaria. Per l’82,6% degli italiani la fiducia nella radio è rimasta invariata nell’ultimo anno, per il 6,1% è aumentata. L’81,4% degli italiani poi è convinto che la radiovisione sia un nuovo media che combina i contenuti di qualità della radio con le infinite possibilità di ascolto e di visione in diretta su una molteplicità di schermi: il televisore, il pc, il tablet e lo smartphone. Inoltre, l’81,7% degli italiani ritiene che il successo dei programmi radiofonici dipenda dalla credibilità e affidabilità dei loro contenuti.

La politica nazionale conquista il 40,1% di preferenze

Le notizie di politica nazionale sono quelle che interessano di più gli utenti, con il 40,1% di preferenze. Al secondo posto, in forte crescita nell’anno della pandemia, le notizie riguardanti scienza, medicina e tecnologia, che catturano l’attenzione del 34,9%. A questi seguono, stili di vita, viaggi e cucina (28,8%), cronaca nera (27,9%), sport (26,7%), cultura e spettacoli (25,8%). I gusti degli utenti della radio però cambiano in base al sesso. Se gli uomini preferiscono la politica nazionale (il 45,5% contro il 34,4% delle donne), lo sport (45,4% vs 7,2%) e l’economia (23,2% vs 9,9%) le donne sono attratte di più dalle notizie riguardanti stili di vita, viaggi e cucina (40,5% vs 17,5%), cultura e spettacolo (33,8% vs 18,1%), gossip e cronaca rosa (28,8% vs 6,2%).

Il futuro dei contenuti audio? No alle piattaforme digitali

Il 63,1% degli italiani è convinto che il futuro dei contenuti audio non saranno le piattaforme online di musica a pagamento, che offrono lo streaming on demand di brani selezionati in base ai gusti personali dell’utente (la pensa così anche il 51,7% dei più giovani).  Per il pubblico due fattori conferiscono un valore aggiunto alla programmazione radiofonica rispetto alle piattaforme digitali: i contenuti realizzati da una redazione di professionisti e la programmazione in diretta. Il 90,1% sottolinea la differenza tra i programmi offerti all’interno di un palinsesto realizzato da redazioni professionali, ricco di musica e di contenuti informativi, e le piattaforme on demand, che offrono esclusivamente musica selezionata in modo personalizzato. L’85,2% sottolinea che la peculiarità della radio è di essere live, e di riuscire così a mantenere un contatto diretto con il proprio pubblico.

Cinque milioni di italiani si sentono a casa nel proprio “locale del cuore”

Cosa rende un locale il posto del cuore, quello dove ci si sente a casa, dove si condividono momenti piacevoli ed emozioni con i propri amici o i propri cari? A chiederselo, anzi a chiederlo agli italiani, è stata Birra Moretti, che nel 2021 ha scelto il nuovo posizionamento e il nuovo slogan ‘In buona compagnia, così come siamo’. Dopo le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, e la libertà arrivata con la stagione estiva, grazie anche alla campagna vaccinale, la voglia di ripresa è tanta, così come la voglia di tornare nei locali. Secondo la ricerca condotta da Bva Doxa per Birra Moretti sono 5 milioni gli italiani che affermano di sentirsi a casa nel proprio ‘locale del cuore’, che si tratti di un bar, un pub, un ristorante, un bistrot, o una pizzeria.

L’ambiente e il cibo sono le caratteristiche giudicate più importanti

Dopo aver indagato cosa vuol dire e cosa ci fa sentire a casa, Birra Moretti ha cercato di mettere a fuoco le caratteristiche che non possono mancare a un locale per farci sentire a nostro agio. Stando ai risultati della ricerca, gli italiani di un locale innanzitutto giudicano l’ambiente (52%), un ambiente che deve essere curato e accogliente, deve trasmettere calore e avere attenzione per i dettagli. Una volta trovato l’ambiente giusto, è giudicata importante la tipologia di cibo che viene offerto (43%), un vero chiodo fisso per gli italiani.

Servizio, acustica, sottofondo musicale, arredamento e luci soffuse

Completano il podio delle caratteristiche del locale del cuore quasi in ex aequ0, il servizio, che deve essere accurato, ma senza troppa formalità (40%), e l’acustica, fondamentale per poter conversare piacevolmente (39%). Gli italiani però non dimenticano, e anzi apprezzano, elementi quali la musica di sottofondo (27%), l’arredamento (24%), e le luci soffuse (21%).

La birra è la bevanda della buona compagnia

Ma cosa bevono gli italiani seduti al tavolo del loro locale del cuore? L’indagine Doxa, riferisce Askanews, conferma che per gli italiani è la birra la bevanda della buona compagnia (42%), anche più del vino (37%). E tra i posti preferiti dove condividerla con le persone che si amano un italiano su due indica la pizzeria, ribadendo il binomio intramontabile ‘pizza e birra’. Dopo la pizzeria, gli italiani indicano la birreria (29%), casa propria o di amici (29%), il locale frequentato con gli amici (26%), il ristorante (23%) o un bar qualsiasi (19%). 

Italia, il 2021 è l’anno dei contenuti digitali: totalizzano 3 miliardi di euro

Tre miliardi di euro: a tanto ammonta la spesa complessiva degli italiani – in abbonamento e/o in acquisto singolo – per fruire di contenuti digitali, con un deciso incremento del 21% rispetto al già ottimo 2020. Il mercato della distribuzione B2c di contenuti digitali gode quindi di ottima salute. Un altro segnale positivo, oltre all’interesse degli utenti, è la ripresa degli investimenti in advertising (+9%) sui contenuti e sulle piattaforme di distribuzione, che superano quota 1 miliardo di euro. I dati sono emersi dalla prima edizione dell’Osservatorio Digital Content  – School of Management del Politecnico di Milano*, in occasione del doppio convegno “Digital Audio: Music, Podcast & Audiobook” e “Digital News & Ebook”.

Un settore protagonista

“Il settore dei contenuti digitali di informazione e intrattenimento – dall’editoria al gaming, dall’audio al video entertainment – sta vivendo a livello globale un periodo da protagonista” spiega Samuele Fraternali, Direttore dell’Osservatorio Digital Content del Politecnico di Milano “Complice l’effetto positivo sulla digitalizzazione portato dalla pandemia, nell’ultimo biennio è esplosa la produzione e l’offerta di contenuti, trainata da una domanda e da un consumo in forte aumento. Le dinamiche osservate presentano però peculiarità in funzione dello specifico contenuto digitale esaminato”. 

La musica è il contenuto più evoluto 

La musica è il contenuto digitalmente più evoluto. Oggi il digitale – trainato dallo streaming – copre infatti a livello globale più dei due terzi dei ricavi. Tale andamento si riscontra anche nel mercato italiano: la componente paid – ossia la spesa del consumatore italiano per sottoscrivere abbonamenti o per acquistare tracce musicali – supererà nel 2021 i 200 milioni di euro, in crescita del +31% rispetto al 2020. Cresce sensibilmente il numero di consumatori italiani fruitori di musica digitale, con il 76% degli Internet user intervistati che ha dichiarato di fruirne, rispetto al 68% del 2020. Il futuro del comparto digitale si prospetta roseo, grazie al fenomeno del live streaming, alla maggiore remunerazione da nuovi canali advertising e alla crescente diffusione di oggetti connessi, come Smart Speaker e Smart Car. Bene anche il podcast, anche se si trova a dover affrontare la sfida della monetizzazione. A oggi sono il 28% degli Internet user intervistati nel 2021 quelli che hanno dichiarato di ascoltare podcast (era il 21% nel 2020), ma solo una quota marginale paga per la fruizione. Incremento significativo anche per gli audiolibri: i consumatori che fruiscono di questo contenuto sono il 22% degli Internet user, anche se solo l’8% dichiara di farlo a pagamento. 

Pazzi per l’eBike: il business delle due ruote vale 9 miliardi di euro

Gli italiani hanno ricominciato ad amare la bicicletta: dal 2018 a oggi la produzione italiana segna +20% grazie proprio al fenomeno della bicicletta elettrica trainata dalle nuove politiche di mobilità sostenibile e dallo sprint ecologico degli stessi abitanti, cittadini e turisti. Lo rivela l’ultimo Market Watch di Banca Ifis dedicato all’ecosistema della bicicletta.

Una filiera in ottima salute

La filiera italiana delle due ruote oggi conta circa 2.900 imprese per 17 mila addetti e produce ricavi per 9 miliardi di euro annui. La buona notizia, stando all’analisi, è che nel biennio 2021-2022 un’industria su due prevede un aumento dei ricavi e solo il 10% stima una contrazione. Un segnale di un comparto che cresce sull’onda dell’innovazione e dell’impronta sostenibile: nel 2020 sono state prodotte in Italia oltre 3 milioni di bici, +20% rispetto al 2018. Come avverte il report, però, adesso servono però buone prassi urbane e il PNRR è l’occasione da non perdere.

Il boom dell’elettrico

Il comparto della bici tricolore guarda anche all’innovazione, tanto che nel 2020 il 90% dei produttori italiani ha aumentato o lasciato invariata la quota destinata agli investimenti. Digitale, sostenibilità e ricerca sono ai primi posti nei piani di investimento. Stando al campione, nel biennio 2021-2022, il 45% degli imprenditori intende ampliare i mercati di riferimento e il 29% punterà anche a rinnovare l’offerta. Il mercato è vivace con una forte richiesta di prodotti più economici e più tecnologici. Sul fronte eBike, negli ultimi 5 anni in Italia, si sono quintuplicate le vendite di biciclette elettriche, passando da poco più di 50.000 pezzi annui ai 280.000 del 2020, il 14% del totale venduto. L’80% dei distributori prospetta un aumento anche nel biennio 2021-2022. Il 90% dei produttori è sicuro che l’eBike sarà una rivoluzione duratura della mobilità per la crescente attenzione alla sostenibilità, gli incentivi all’acquisto e all’innovazione che porta modelli sempre più leggeri e performanti.

Siamo (quasi) tutti ciclisti

La filiera delle due ruote trova terreno fertile nel nostro Paese. Nel 2020, infatti, sono state vendute in Italia oltre 2 milioni di bici tra prodotti made in Italy e d’importazione (+17% rispetto al 2019 e + 26% rispetto al 2018) di cui 1,73 milioni di bici tradizionali (+14%) e 280 mila eBike (+44%). Circa il 50% in media della produzione e delle vendite italiane è riservata al ciclismo sportivo amatoriale dove si contano 10,7 milioni di appassionati (circa il 21% dell’intera popolazione), di cui 4 milioni di praticanti sportivi amatoriali e di cicloturismo che si concentrano in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Questi ultimi sono per il 71% uomini, residenti al Nord (57%) e il 50% ha un reddito medio alto. Per loro la passione per le due ruote si incrocia con quella per la natura e per la sostenibilità: l’87% si impegna a riciclare, il 71% vorrebbe ridurre l’utilizzo dell’auto, il 72% preferisce che le vacanze includano attività fisica.

Per la prima settimana del Bonus Rottamazione TV boom di vendite

Il Bonus Rottamazione TV consente di ottenere uno sconto direttamente in cassa, in negozio e online, pari al 20% del prezzo d’acquisto, e fino a un massimo di 100 euro, purché l’acquirente sia in regola con il canone RAI e conferisca un vecchio televisore da rottamare. Lo scorso 23 agosto è entrato in vigore il decreto interministeriale sul Bonus, che ha come obiettivo quello di incentivare l’acquisto di nuovi apparecchi televisivi e decoder in vista dell’annunciato switch-off, ovvero il passaggio ai nuovi standard di trasmissione (MPEG4, DVBT-2/HEVC). E nella prima settimana di validità dell’incentivo statale per l’acquisto di televisori compatibili con il nuovo digitale terrestre, si è registrato un vero boom di vendite di televisori: sono infatti oltre 164.000 le unità vendute.

L’effetto immediato dell’incentivo, +122% unità vendute

Secondo le rilevazioni GfK Market Intelligence questo incentivo ha infatti avuto un effetto immediato sulle vendite: nella prima settimana di validità del Bonus TV, quella compresa tra il 23 e il 29 agosto 2021, sono stati venduti più di 164.000 televisori, con una crescita pari al +122% a unità rispetto alla stessa settimana del 2020. Il trend è decisamente positivo anche se si confronta il dato della settimana analizzata (la settimana 34) con la media delle settimane da inizio 2021. In questo caso la crescita è stata pari al +120%.

Sostituire la tv tradizionale con la Smart TV per seguire il Campionato

Nonostante il mese di agosto non sia tradizionalmente un momento di picco per le vendite di tv un numero consistente di italiani ha deciso quindi di approfittare subito delle agevolazioni statali.
Da un lato, potrebbe essere una scelta legata al timore di perdere il Bonus, che pure sarà in vigore fino al 31 dicembre 2022, salvo esaurimento fondi. Un altro elemento che potrebbe aver convinto molti italiani ad acquistare subito un nuovo dispositivo è il Campionato italiano di calcio, iniziato ufficialmente il 21 agosto.
Con l’acquisizione da parte di DAZN dei diritti per la trasmissione delle partite di Serie A, in molti hanno deciso di sostituire il proprio televisore tradizionale con una Smart TV, in grado di trasmettere contenuti in streaming.

Una crescita che si rafforza di settimana in settimana

Infatti, i dati GfK indicano che già la settimana precedente l’entrata in vigore bel Bonus TV, ovvero quella compresa tra il 16 e il 22 agosto 2021, aveva registrato un trend positivo, con una crescita delle vendite a unità pari al +17,3% rispetto allo stesso periodo del 2020. La crescita si è poi ulteriormente rafforzata la settimana successiva. Confrontando il numero di unità vendute nella settimana 34 (quella dell’entrata in vigore del Bonus) con la settimana 33 si rileva infatti un incremento pari al +114%.

L’e-commerce nel largo consumo a un anno dal Big Bang del Covid

Dall’inizio della pandemia nel 2020 l’online nel Largo Consumo, fino a poco tempo fa considerata una forma di acquisto elitaria e con un parco di utenti circoscritto, in pochi giorni ha fatto un balzo a tre cifre, raccogliendo adesioni di fasce di popolazione fino ad allora insospettabili. E come ogni Big Bang che si rispetti, il fenomeno non si è esaurito una volta passato il momento di panico, ma ha continuato a espandersi. Oggi infatti l’e-commerce prosegue la sua corsa, contendendo crescenti fette di mercato ai canali fisici della Distribuzione Moderna. La pandemia ha quindi accelerato un processo inevitabile, già covato sotto traccia, ma anticipandolo di alcuni anni.

Il canale virtuale è riuscito a costruire una nuova base di acquirenti fedeli

La vera sorpresa non risiede tanto nel balzo iniziale, ma nel fatto che il canale virtuale è riuscito a trattenere con regolarità molti dei nuovi consumatori, costruendo così una nuova base di acquirenti fedeli. Secondo IRI Liquid Data, il risultato è che nell’ultimo anno l’e-commerce ha avuto un ruolo importante nella crescita delle vendite di prodotti di Largo Consumo, nonostante detenga ancora una quota limitata. Con solo il 2,3% delle vendite nel primo trimestre di quest’anno ha contribuito per l’1,2% al +6,2% sviluppato dalla domanda nel suo complesso, piazzandosi al terzo posto nella classifica dei driver di crescita delle vendite del comparto.

Cambia il paniere dei prodotti acquistati online

Lo sviluppo del canale ha portato con sé anche una radicale trasformazione nella composizione del paniere di prodotti Confezionati di Largo Consumo. La crescente adesione all’online di nuove fasce di consumatori ha arricchito il basket soprattutto di Alimentari e Bevande.

Al contrario, si ridimensiona la quota dei prodotti per la Cura e l’Igiene della Persona, che nel pre-Covid erano stati il fulcro del canale, oltre a essere la categoria merceologica “pionieristica” per la spesa virtuale di Largo Consumo in Italia. La maggiore sorpresa però è l’affermazione nell’e-commerce dei Freschi Confezionati, impensabile prima della pandemia. Nel primo trimestre del 2021 l’insieme dei reparti a cui attengono questi prodotti raccoglie 23,4 euro ogni 100 spesi nel canale, +3,2 euro rispetto a un anno fa.

Surgelati i più venduti, e cresce la formula del Click&Collect

La classifica delle categorie di prodotto è guidata dai Surgelati, seguiti da due voci degli Alimentari Freschi, di cui le macro-categorie contano 5 tipologie sulle prime 15 categorie per crescita. Dei reparti classici della spesa online entrano in classifica solo i Cibi per gli Animali, mentre spicca l’assenza al vertice di categorie per la Cura e l’Igiene Personale. Con l’inizio della pandemia cresce poi la formula Click&Collect, ovvero ordinare online e ritirare presso un punto di raccolta o il proprio negozio di fiducia. Una formula che raccoglie sempre più consensi sul mercato italiano, e che se all’inizio della pandemia era dovuta alla necessità di accorciare i tempi in una situazione di difficoltà da parte dei distributori, in seguito ha continuato a svilupparsi profilando un vero trend di lungo periodo.

Casa, come è cambiata dopo la pandemia

La propria abitazione è sempre di più il baricentro della vita degli italiani: a decretarlo è Casa Doxa, l’Osservatorio nazionale sugli italiani e la casa di BVA Doxa relativamente ai principali cambiamenti in atto nella società, realizzato tra aprile e maggio 2021 intervistando online oltre 7 mila famiglie del Belpaese. Non solo: le lunghe settimane trascorse fra le quattro mura hanno fatto ripensare anche il concetto di casa stessa, che oggi deve essere dimora, ufficio, giardino, palestra e molte altre funzioni ancora. Tanto che sono in aumento le persone che si dichiarano pronte a trasferirsi in una nuova soluzione, più vicina ai desiderata attuali.

Trasloco per 2 milioni di italiani?

Probabilmente la pandemia porterà anche un ritrovata vivacità al mercato immobiliare, se è vero – come riporta l’Osservatorio – che sono ben 2 milioni in più gli italiani in cerca di una nuova casa nel 2021. Messi a dura prova dall’esperienza dell’emergenza sanitaria, sono sempre di più gli italiani che intendono cambiare casa entro i prossimi 4 anni: nel 2019 la percentuale toccava quota 22%, oggi si arriva la 26%  di individui pronti a traslocare. Il lockdown è il fattore alla base di questo desiderio: il 53% di chi ha intenzione di cambiare casa nel prossimo quadriennio dichiara infatti che l’esperienza delle chiusure che si sono alternate per tutto il 2020 e l’inizio del 2021 ha contribuito ad alimentare questa volontà.

I must have della casa perfetta

Oltre ad aver dato uno scossone a tutti gli aspetti della nostra esistenza, la pandemia ha pure “riorientato anche le priorità e i criteri di valutazione da considerare quando si è alla ricerca di una nuova abitazione. Costretti in casa per diversi mesi, gli italiani ora reclamano soprattutto spazi all’aperto e aree verdi dove poter vivere a contatto con la natura. Così, a balzare in testa nella classifica dei “must-have” per le nuove case spiccano giardini e terrazzi (67%, +9% rispetto al 2019) e la presenza del verde a pochi minuti di cammino (65%, con un incremento del 17% sul 2019)” spiega il rapporto. Ma anche rapporti di vicinato cordiali e piacevoli sono un plus per 3 italiani su 5, che forse hanno sofferto di solitudine durante le chiusure.

Cosa è cambiato con lo smartworking

Il lavoro a distanza, per molti diventato una prassi quotidiana, ha sconvolto altre caratteristiche della casa perfetta. Oggi, infatti, non è più fondamentale trovare un’abitazione vicina al luogo di lavoro (nel 2021 è molto importante per il 45% dei rispondenti, con valori in drastico calo rispetto agli anni passati), mentre restano importanti (anche se meno vitali) la vicinanza ai trasporti pubblici (55%) e la presenza di un garage o di un posto auto (65%).

Negli ultimi 20 anni più tasse per 166 miliardi

Negli ultimi 20 anni le entrate tributarie in Italia sono aumentate di 166 miliardi di euro. Se nel 2000 l’erario e gli enti locali avevano incassato 350,5 miliardi di euro, nel 2019 il gettito è salito a 516,6 miliardi. In termini percentuali, la crescita in questo ventennio è stata del 47,4%, 3,5 punti in più rispetto all’aumento registrato sempre nello stesso arco temporale dal Pil nazionale (+44,2%. L’inflazione, sempre in questo arco temporale, è aumentata del 37%, 10 punti in meno rispetto alla crescita percentuale del gettito. Qualcuno può affermare che con 166 miliardi di entrate in più la nostra macchina pubblica ha funzionato meglio e i contribuenti italiani hanno ricevuto più servizi, oppure questo prelievo aggiuntivo li ha impoveriti, contribuendo a non far crescere il Paese? L’Ufficio studi della CGIA non ha dubbi, e propende senza esitazioni per la seconda ipotesi.

Quarti al mondo per peso delle tasse

Anche se provvisori, gli ultimi dati statistici dell’OECD 3, club che racchiude i 37 Paesi più industrializzati al mondo, ci dicono che dopo la Danimarca (46,3% del Pil), la Francia (45,4%), Belgio e Svezia (entrambe al 42,9%), l’Italia è al 4° posto a pari merito con l’Austria (42,4%) per incidenza della pressione fiscale sul Pil. Se ci confrontiamo con i nostri principali competitor commerciali, solo la Francia sta peggio di noi (i transalpini registrano un carico fiscale complessivo superiore al nostro di 3,2 punti). La Germania, invece, presenta una pressione fiscale inferiore alla nostra di 3,6, la Spagna di 7,8 e il Regno Unito addirittura di 9,4 punti.

Se siamo la settima economia del mondo lo dobbiamo alle prestazioni delle Pmi

Al di là dell’Atlantico, invece, gli USA contano quasi 18 lunghezze di peso fiscale inferiore a quello italiano, mentre la media dei Paesi OECD è inferiore alla nostra di 8,6 punti. Ora, se siamo saldamente la settima economia del mondo, questo risultato non lo dobbiamo certo alle performance della nostra Pubblica Amministrazione, che mediamente funziona poco e male, nemmeno al ruolo delle grandi imprese, che nel nostro Paese si contano sulle dita delle mani, ma alle prestazioni delle nostre Pmi. Anche per questo, assieme ai propri lavoratori, meritano una tassazione più giusta, più equa e più leggera.

Partite Iva, abolire il sistema saldo/acconto

Oltre a tagliare le tasse attraverso il federalismo fiscale, per il popolo delle partite Iva è necessario eliminare da subito l’attuale sistema degli acconti e dei saldi, consentendo alle aziende di pagare le tasse solo su quanto hanno effettivamente incassato. Un’operazione trasparenza che consentirebbe di passare da un sistema di prelievo sugli incassi presunti a uno sugli incassi effettivi, eliminando non solo il sistema del saldo e acconto, ma pure la formazione di crediti fiscali e la conseguente attesa, da parte delle aziende, dei rimborsi fiscali che spesso arrivano con ritardi ingiustificabili.

Gli italiani tornano a richiedere prestiti: volumi a livelli pre Covid

Nell’ultimo periodo, insieme al ritorno graduale alla normalità, gli italiani hanno ricominciato  pensare a piccoli investimenti concedersi qualche extra. E così sono ritornati a richiedere prestiti, tanto che i valori hanno raggiunto le stesse cifre registrate pre-Covid. A scattare la fotografia dei nostri connazionali rispetto all’andamento dei prestiti è il Sistema di Informazioni Creditizie gestite da CRIF, che rivela come nel primo semestre 2021 le richieste di prestiti da parte delle famiglie siano aumentate del 25,6% rispetto allo stesso periodo del 2020. Registrano un andamento positivo sia sia i prestiti personali (+10,0%) sia i prestiti finalizzati (+38,4%). Solo nel mese di giugno, le richieste hanno fatto segnare un vero e proprio balzo in avanti: le istruttorie registrate sul Sistema sono complessivamente aumentate del +9,2%. A spingere questo deciso rimbalzo sono stati sia i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, che nell’ultimo mese di osservazione hanno fatto segnare un +8,0%, che i prestiti personali, cresciuti del +11,1%.

Un segnale del clima di fiducia

“La positiva performance delle richieste di prestiti da parte delle famiglie va letta come un naturale rimbalzo rispetto al corrispondente periodo del 2020, fortemente condizionato dall’esplosione dell’emergenza pandemica, sostenuto anche da un migliorato clima di fiducia e dal consolidamento della ripresa economica. Per il prosieguo dell’anno ci attendiamo un ulteriore consolidamento della domanda di credito ma le politiche di erogazione potrebbero farsi più selettive a fronte dell’atteso peggioramento della rischiosità del comparto nel momento in cui gli interventi straordinari e le misure di sostegno alle famiglie dovessero essere sospese” ha commentato l’andamento Simone Capecchi, Executive Director di CRIF. 

Aumenta l’importo medio richiesto: 9.536 euro
In questo contesto, è cresciuto anche l’importo medio richiesto, che si attesta a 9.536 euro (+2,8% rispetto al 2020), sebbene proprio a giungo si sia rilevata una leggera flessione (8.875 Euro, -1,7%). Circa le meta delle richieste, però (per la precisione il 47,9%) si riferisce a importi inferiori ai 5.000  euro.

Un quarto delle richieste arriva dagli under 35

Per quanto riguarda la durata dei prestiti richiesti dalle famiglie nel loro complesso, il 19,6% del totale prevede un piano di rimborso fra i 2 e i 3 anni, contro un 24,4% che va oltre i 5 anni, privilegiando soluzioni che pesino il meno possibile sul reddito familiare. C’è anche un altro aspetto interessante da considerare, relativo alla fascia di età che maggiormente richiede questo tipo di finanziamento. Si conferma infatti che gli italiani fra il i 45 e 54 anni sono quelli che maggiormente richiedono un prestito (rappresentano infatti il 25,3% del totale delle domande), ma cresce anche la percentuale degli under 35, che oggi raggiungono il 23% del totale.