Dove mettere la cassetta della posta

La cassetta postale è un elemento imprescindibile grazie al quale riusciamo a ricevere la corrispondenza e piccoli pacchi. La sua presenza è obbligatoria per legge e ne esistono davvero tanti modelli in commercio tra i quali puoi trovare certamente quello che maggiormente si adatta al tuo condominio, ufficio o abitazione.

Una domanda che spesso ci si pone prima di acquistare la cassetta della posta, è quella relativa alla sua ubicazione. Non si sa bene infatti quale possa essere il luogo migliore in cui posizionarla e dunque per questo si cerca di capire quale possa essere un posto perfetto che venga incontro alle nostre esigenze di comodità, tenendo chiaramente conto anche delle necessità dei portalettere e corrieri che consegnano la corrispondenza.

Vediamo allora di capire insieme dove posizionare la cassetta della posta e cosa dice in merito la normativa vigente.

Dove posizionare la cassetta postale: Cosa dice la legge

Per quel che riguarda l’ubicazione della cassetta della posta, il riferimento normativo è il Decreto Ministeriale del 9 Aprile 2001. In particolar modo l’articolo 46 recita: “Le cassette devono essere collocate al limite della proprietà, sulla pubblica via o comunque in luogo liberamente accessibile, salvi accordi particolari con l’ufficio postale di distribuzione“.

Dunque appare evidente la necessità di posizionare la cassetta postale in un luogo in cui il portalettere o corriere possa accedere facilmente e senza la necessità di dover chiedere a qualcuno di poter fare accesso ai locali ed essere accompagnato nella zona in cui è presente la bacheca delle lettere.

Ciò avviene per velocizzare il loro lavoro, che altrimenti al contrario sarebbe continuamente rallentato dal dover bussare di volta in volta e accedere all’androne o scala per individuare la cassetta delle lettere, con il rischio di rallentare il proprio lavoro e dunque la consegna di tutta la corrispondenza o pacchi.

Cosa accade se la cassetta è ubicata nel posto sbagliato?

In questo caso è l’articolo 37 a sciogliere ogni dubbio: “Gli invii di posta che non è possibile recapitare all’indirizzo indicato, possono essere ritirati presso l’ufficio postale di distribuzione dal destinatario o dalle persone a ciò abilitate dallo stesso o dalla normativa vigente, entro i termini di giacenza indicati all’art. 49“.

Dunque nel caso in cui la cassetta postale non sia posizionata sulla pubblica via, o se questa è comunque collocata in un punto difficile da raggiungere per il portalettere, egli può anche decidere di non effettuare la consegna e l’utente sarà dunque costretto a recarsi presso l’ufficio postale di riferimento per ritirare la propria corrispondenza.

Ciò non è chiaramente piacevole perché richiede una inevitabile perdita di tempo, motivo per cui è bene posizionare sin dall’inizio la cassetta della posta in un punto appropriato.

Come fissare la cassetta postale sulla cancellata?

Abbiamo visto che la soluzione più adeguata da adottare è quella di posizionare la cassetta postale sulla pubblica via. In che maniera è dunque possibile fissarla sulla cancellata? Esistono a tal proposito degli appositi kit di fissaggio che sono compatibili con tutti i modelli di cassette postali, e che consentono di ancorare la cassetta in maniera sicura alla cancellata così che questa non possa né scivolare ne essere sottratta da eventuali malintenzionati.

Si tratta della soluzione più rapida ed efficace per posizionare sin dall’inizio la propria cassetta postale nel luogo più appropriato rispettando dunque quel che prevede la legge e facendo in modo da agevolare notevolmente il lavoro dei portalettere e dei corrieri.

Non hai nulla da preoccuparti circa le intemperie, in quanto le cassette postali realizzate al 100% in alluminio offrono una ottima resistenza e tengono al sicuro la tua corrispondenza evitando che possa bagnarsi o rovinarsi, impedendo al tempo stesso che eventuali malintenzionati possano sottrarre la tua posta.

Codici Sconto Amazon: come funzionano

Con i Codici Sconto Amazon si possono comprare online sul famoso marketplace determinati prodotti e in alcuni casi la percentuale di sconto è importante. Normalmente Amazon permette di risparmiare rispetto ai negozi fisici, ma usufruendo del codice sconto Amazon i vantaggi sono superiori. Vediamo allora come funzionano i coupon di Amazon, dove trovarli e come risparmiare acquistando i prodotti ad un prezzo speciale.

Codice sconto Amazon: cosa è

I codici sconto Amazon o coupon Amazon danno diritto ad uno sconto su un prodotto specifico, che il marketplace definisce come “prodotto idoneo”. Non si tratta, quindi, di uno sconto generico da applicare a tutto il carrello, ma di una promozione su un singolo prodotto. Se l’acquisto comprende sia prodotti normali sia prodotti idonei lo sconto Amazon si applica solo a quelli idonei. Il risparmio offerto dai codici sconto Amazon corrisponde ad una percentuale del prezzo o ad una cifra fissa.

Quando si utilizzano i coupon Amazon è bene prestare attenzione anche al periodo di validità, dato che alcuni sono utilizzabili solo 1 volta ed altri fino a 10 volte.

Come si usano i coupon Amazon

Per usufruire del codice sconto Amazon si può fare click su Seleziona Coupon selezionando poi la spunta Applica Coupon sotto il prezzo. In questo modo vedremo i dettagli del coupon, le condizioni di utilizzo e il periodo di validità.  A questo punto si aggiungerà il prodotto idoneo al carrello per poi procedere al normale acquisto e nella schermata finale vedremo il costo del prodotto e lo sconto applicato con il coupon.

Dove trovare i codici sconto Amazon

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Sul nostro sito sono disponibili coupon per chi non ha un account Amazon, per chi ha account normali e per gli iscritti ad Amazon Prime.

La cucina di domani

Le nuove tendenze per il 2021 ci portano verso forme ergonomiche, maniglie incassate, materiali performanti e soluzioni moderne senza per questo rinunciare alla praticità e all’organizzazione. Ecco i consigli di Pedrazzini Arreda, leader del settore e negozio Veneta Cucine storico di Milano.

MATERIALI: Si potranno accostare materiali diversi, utili ad identificare le diverse zone della cucina. Bancone effetto legno, antine in laminato e top in Corian per esempio. Attenzione però a non farsi prendere la mano con troppi materiali rischiando di passare dal trendy al trash.

COLORI: Mentre la tendenza degli ultimi tempi vedeva cucine chiarissime, panna, avorio o addirittura total white, le nuove tendenze vendo un ribaltamento della situazione. Sarà che dopo un po’ il bianco stanca ma per il 2021 i colori che la fanno da padrone saranno molto più decisi e scuri: grigio, tortora e antracite saranno i nuovi trend colors del 2021.

FINITURE: I metalli entrano a spezzare l’austerità dei colori scuri. Bronzo, Ottone, rame…potranno essere usati per rubinetti e maniglie, dando un tocco di classe e molto personale alla nostra cucina.

COLONNE: Per l’anno prossimo saranno privilegiate le colonne con piani estraibili rispetto ai pensili. Queste ci garantiscono molto spazio contenitivo e permettono di nascondere tutto in un attimo, soprattutto quando non c’è una dispensa!

PIANO LAVORO: Per il top cucina è molto gettonato il Dekton, una miscela composta da oltre 20 minerali naturali che lo rendono estremamente resistente e altamente performante. Altrettanto impegnativo è ovviamente il prezzo. Anche il piano da lavoro in Fenix è apprezzato per il suo effetto soffice al tatto con il vantaggio della rigenerazione da eventuali micrograffi superficiali grazie alla sua termoriparabilità. Altro materiale utilizzato per il top perché molto resistente alle sollecitazioni, alle alte temperature e agli agenti chimici è l’HPL che ha dalla sua parte anche un prezzo più contenuto ed accessibile.

ELETTRODOMESTICI: Dedichiamo una sezione importante di questo articolo agli elettrodomestici che per la cucina del 2021 avranno caratteristiche ben precise: intelligenza, controllo remoto, funzionalità, comfort e compattezza. Si presterà più attenzione alla funzionalità, all’efficienza energetica e all’affidabilità. Marchi rinomati offrono innovazioni in cucina per una vasta gamma di vantaggi e funzioni, tra cui lampade che generano clima e controlli intelligenti degli elettrodomestici. La domotica in cucina permetterà per esempio, tramite applicazioni mobili di smartphone o tablet, di avviare la lavastoviglie con il programma desiderato, di accendere il forno indicando modalità e tempi di cottura, o vedere con l’aiuto delle telecamere integrate, la disponibilità dei prodotti nel frigorifero per poter fare la spesa prima di rientrare a casa.

PAVIMENTI: L’uso della pietra per i pavimenti sarà la vera novità della cucina nel 2021. Si sfrutteranno le potenzialità estetiche dei grandi formati irregolari per uscire da un gioco di geometrie rigide, scacchiere e ceramiche lucide. La parola d’ordine sarà opacità ruvida sfruttando i colori della pietra naturale e qual senso di rusticità che, fa risaltare l’arredamento di questo spazio come nessun altro. Attenzione però, il pavimento, come anche le pareti, è parte integrante dell’arredamento della cucina pertanto è necessario mantenere uno stile che si uniformi a quello scelto per mobili e piano lavoro.

Il 2021 è ormai alle porte, quindi non resta che affidarsi agli esperti del settore e andare a scegliere oggi la vostra cucina di domani.

I vantaggi del taglio laser industriale

Il taglio laser è un tipo di tecnica adoperata per lavorare tagliare pezzi di qualsiasi tipo di materiale in maniera rapida ed estremamente precisa. Per questo motivo tale soluzione è ampiamente adoperata nell’ambito dell’industria automobilistica, così come in ambito militare, medico, industriale ed estetico.

Come funziona il taglio laser?

I macchinari che adoperano questo tipo di tecnica sfruttano la luce quale strumento di taglio. Il raggio laser si focalizza su un punto del materiale da lavorare con una potenza tale da farlo fondere ed evaporare. Il risultato è una esecuzione davvero precisa del taglio, che consente di ottenere una finitura di qualità davvero molto particolare e dettagliata.

I vantaggi del taglio laser industriale

I moderni laser industriali presentano parecchi vantaggi che consentono di aumentare la velocità di produzione diminuendo tempi di lavorazione e costi, mantenendo la qualità inalterata.

  • Non serve tagliare le fustelle
  • È possibile apportare anche piccolissime modifiche
  • Non ci sono sbavature
  • È possibile effettuare tagli complessi
  • È una tecnologia che rispetta l’ambiente

I macchinari adoperati per poter riuscire a fare questo tipo di taglio sono molto avanzati, ed in questa maniera riescono a garantire una precisione di taglio senza eguali. Optoprim è una azienda specializzata nella fornitura di laser industriali, con una grande esperienza alle spalle ed in grado di offrire alle aziende clienti tutta la sicurezza di cui hanno bisogno per poter migliorare la qualità della produzione velocizzando l’intero processo.

L’ampio catalogo di prodotti offerti infatti, consente di rispondere alle esigenze dei vari mercati e dunque dei settori all’interno dei quali i clienti operano. Viene offerto supporto ai clienti sia in fase progettuale che nel momento in cui il progetto viene definito, aiutando ciascuno ad individuare esattamente la tipologia di laser necessario in base al tipo di lavorazione e di utilizzo che se ne intende fare.

I vantaggi di adottare badge di ingresso in azienda

I motivi per i quali ogni azienda fa bene ad adottare dei badge per controllare ingresso e uscita dei dipendenti della sede di lavoro sono molteplici, ma i principali riguardano in particolare l’ordine e la sicurezza.

Poter Infatti fare in modo che i soli dipendenti possono accedere ai locali aziendali, dopo aver inserito il badge personale all’interno dell’apposito lettore, fa in modo che compagnie e organizzazioni possano verificare quelli che sono i movimenti all’interno della sede lavorativa in ogni momento.

In questa maniera non solo è possibile impedire l’accesso a chi non è autorizzato, ma è anche possibile sapere in ogni momento il numero esatto di persone presenti all’interno dei locali e al tempo stesso sapere chi non è in sede, il che è fondamentale nel momento in cui si verificano ad esempio delle emergenze legate all’incolumità delle persone.

                                       Protezione delle risorse aziendali

Così facendo si vanno anche a responsabilizzare i propri dipendenti e fare in modo che possano prendere parte a questo processo che ha anche lo scopo, non secondario, di andare a proteggere le risorse aziendali presenti all’interno dei locali.

Parliamo ad esempio di macchinari, dispositivi o attrezzature che alcuni potrebbero altrimenti tentare di sottrarre furtivamente: dunque impedire ad eventuali malintenzionati di riuscire ad accedere alla sede in cui le attività lavorative vengono svolte è già un ottimo deterrente contro gli eventuali furti.

I badge timbratura Cotini srl consentono ad aziende di ogni tipo di migliorare il livello di sicurezza dei propri dipendenti, delle strutture e delle risorse che si trovano all’interno dei locali. Tali badge, che possono essere di prossimità o magnetici, possono essere totalmente personalizzati sia con la stampa di un numero progressivo, che con il logo o la ragione sociale alla quale può essere affiancata anche la fotografia del dipendente.

I badge, in ultima analisi, migliorano le relazioni tra i dipendenti, e quelle tra i dipendenti e i clienti, in quanto consentono a ciascuno di memorizzare il nome della persona che si ha di fronte, soprattutto quando si tratta di aziende con centinaia di dipendenti.

Asciugamani Elettrico Mediclinics

Quante volte ti sarà capitato di constatare che la zona dei bagni del tuo locale è perennemente sporca a causa dei fazzoletti per asciugare le mani che traboccano dal cestino? Per non parlare di quei pezzi di carta che rimangono appiccicati al pavimento o fazzoletti che rotolano dappertutto. E cosa dire di quella solita chiazza d’acqua che si forma sul pavimento, causata dal gocciolare delle mani dei clienti durante la fase di asciugatura delle mani? Per te che sei un gestore sempre così attento all’igiene, alla pulizia e all’immagine del tuo locale questo è un problema non di poco conto ma di difficile soluzione. Ebbene, la soluzione geniale ed efficace che stai cercando da tempo oggi esiste ed è a tua disposizione, stiamo parlando degli asciugamani elettrici Mediclinics.

Questi dispositivi ultramoderni e super tecnologici sono in grado di asciugare le mani per intero entro 10/15 secondi, e garantiscono il massimo dell’igiene dato che non vi è alcun contatto ma soltanto un forte getto d’aria. Questi ingegnosi dispositivi garantiscono grandi prestazioni e consumi limitati, grazie all’assenza della resistenza che riscalda l’aria, e pongono fine al problema delle pozzanghere d’acqua nei pressi grazie ad un intelligente sistema che convoglia e raccoglie le gocce d’acqua. Quando il serbatoio sarà pieno, sarà il dispositivo stesso ad avvisare tramite un apposito segnale luminoso e acustico, e l’operatore potrà effettuare l’operazione di svuotamento in pochi secondi. Il prodotto è stato progettato e realizzato assolutamente in Europa, nello stabilimento Mediclinics di Barcellona, e non ha nulla dunque a che vedere con i prodotti importati dai paesi del Sud Est Asiatico. Grande qualità dunque, per un prodotto che vi consentirà di rendere i servizi igienici dei vostri locali un luogo ancora più pulito ed accogliente ma soprattutto sicuro e igienico. I vostri clienti o noteranno e vi ringrazieranno!

Ripresa economica: l’analisi della Banca d’Italia

Alla fine del 2021 la ripresa economica dalla crisi causata dalla pandemia si è rafforzata negli Stati Uniti e in altri paesi avanzati, mentre nell’area dell’euro il prodotto ha decisamente decelerato. Secondo il Bollettino Economico n. 1 del 2022 della Banca d’Italia la recrudescenza della pandemia e le strozzature dal lato dell’offerta pongono rischi al ribasso per la crescita. L’inflazione è ulteriormente aumentata quasi ovunque, e nell’area euro è al massimo dall’avvio dell’Unione monetaria, a causa degli eccezionali rincari energetici. Ma le previsioni dell’Eurosistema indicano un graduale rientro delle pressioni inflazionistiche nel corso dell’anno. Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ritiene infatti che i progressi della ripresa economica, e quelli verso il conseguimento dell’obiettivo di inflazione nel medio termine, consentano una graduale riduzione del ritmo degli acquisti di attività finanziarie.

In Italia la crescita ha rallentato. Sale l’inflazione

L’orientamento della politica monetaria resterà quindi espansivo, e la sua conduzione flessibile e aperta a diverse opzioni in relazione all’evoluzione del quadro macroeconomico.
In ogni caso, in Italia la crescita ha rallentato, e l’inflazione risente dei rincari energetici
L’inflazione è salita, sospinta appunto dalle quotazioni dell’energia, ma al netto delle componenti volatili resta moderata. E gli aumenti dei costi di produzione si sono trasmessi finora in misura modesta sui prezzi al dettaglio. Sulla base dei modelli della Banca d’Italia, nel quarto trimestre del 2021 il Pil avrebbe registrato una crescita attorno al mezzo punto percentuale, in rallentamento rispetto ai due trimestri precedenti, caratterizzati da una forte espansione dell’attività.

La manovra di bilancio prevede interventi espansivi per il triennio 2022-24

Al contempo, è proseguito il recupero dell’occupazione, le condizioni di offerta del credito restano distese, e la qualità degli attivi bancari si mantiene elevata. Secondo le informazioni preliminari disponibili, nel 2021 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche sarebbe sceso sia rispetto all’anno precedente sia rispetto alle ultime stime del governo. Anche il rapporto tra il debito e il prodotto avrebbe registrato una dinamica più favorevole delle attese. Di fatto, la manovra di bilancio per il triennio 2022-24 è espansiva. La crescita del Pil proseguirà nei prossimi tre anni, e l’inflazione nel medio termine si ridurrà.

Le proiezioni macroeconomiche per l’Italia

Il Pil recupererebbe intorno alla metà di quest’anno i livelli precedenti la pandemia. In media d’anno il prodotto aumenterebbe del 3,8% nel 2022 e a ritmi più bassi nel biennio successivo. I prezzi al consumo invece quest’anno salirebbero del 3,5% per i rincari dei beni energetici, che tuttavia si attenuerebbero gradualmente esaurendosi verso la fine dell’anno. L’inflazione si attesterebbe su valori moderati nel biennio successivo. Nel breve termine le previsioni sono connesse con l’evoluzione delle condizioni sanitarie e con le tensioni sul lato dell’offerta. Nel medio termine, le proiezioni rimangono condizionate alla piena attuazione dei programmi di spesa inclusi nella manovra di bilancio e alla realizzazione completa e tempestiva degli interventi previsti dal PNRR.

Le italiane sono più attente alla sostenibilità degli uomini

Sono le donne italiane a essere più virtuose rispetto agli uomini in relazione ai temi della sostenibilità, ma anche i giovani più degli anziani e chi abita in un condominio rispetto a chi vive in abitazioni singole. A confermarlo è lo studio Efficienza energetica e comportamenti individuali e comunitari in Italia, condotto dal dipartimento Psicologia Sociale dell’Università Statale di Milano e dal dipartimento Unità Efficienza Energetica dell’Enea. L’analisi ha l’obiettivo di indagare quali sono i meccanismi psicologici che spingono ad attuare comportamenti efficaci nei consumi domestici, che possano a loro volta aiutare a migliorare le politiche energetiche.

Il genere maschile è più scettico sull’impatto dei comportamenti singoli

Lo studio è stato condotto su un campione di famiglie in Lombardia, di cui sono stati esaminati azioni e interventi messi in atto negli ultimi cinque anni per ridurre la propria bolletta energetica, nell’ambito della campagna nazionale sull’efficienza energetica Italia in Classe A, promossa dal ministero della Transizione ecologica. E secondo lo studio la sostenibilità abita più nel gentil sesso, che a quanto pare ha una maggiore percezione di efficacia delle proprie azioni individuali. Il genere maschile invece è più scettico sul reale impatto dei comportamenti del singolo sul sistema sociale nel complesso. Le donne, ad esempio, indossano abiti più pesanti in inverno e utilizzano i grandi elettrodomestici a pieno carico convinte di ridurre i consumi energetici.

Anziani sensibili a risparmiare elettricità e acqua per finalità economiche

Lo studio evidenzia inoltre come all’interno di un unico nucleo familiare spesso convivano diverse subculture energetiche, derivanti da variabili come genere, età, tipologia di abitazione e impegno sui temi della sostenibilità. Gli anziani sono sensibili al risparmio di elettricità e acqua per finalità economiche, mentre i più giovani lo sono per un approccio più ideologizzato, con una maggiore cultura della sostenibilità, più aperta al cambiamento. Quanto alla mobilità sostenibile, è centrale per i dipendenti part-time, lo sharing (condivisione di servizi) e il risparmio energetico per i lavoratori autonomi, mentre la condivisione dei servizi è importante per i lavoratori dipendenti full-time.

La sostenibilità influenza le decisioni di consumo degli italiani

Gli italiani in generale sono,  riporta Ansa, tra i più sostenibili in Europa per scelte d’acquisto e consapevolezza sui consumi. Un sondaggio del Gruppo Bsh (azienda mondiale nel settore degli elettrodomestici) ha evidenziato come 9 italiani su 10 si informano sulle caratteristiche di sostenibilità prima e durante l’acquisto di un grande elettrodomestico soprattutto attraverso l’etichetta energetica del prodotto (60%). Ma anche attraverso la consulenza di un commesso (56%) o i siti di confronto online (53%). La sostenibilità influenza le decisioni di consumo di più di tre quarti degli italiani, collocando l’Italia al secondo posto in Europa dopo la Spagna.

Mercato del lavoro, in Lombardia riprendono le assunzioni

Buone notizie per quanto riguarda il mercato del lavoro lombardo: come peraltro confermato anche dai dati Istat, nella Regione sono riprese le assunzioni, bilanciando almeno parzialmente lo stallo del 2020. L’Istituto Nazionale di Statistica segnala che nel terzo trimestre 2021 c’è stata una crescita del numero di occupati sia in Italia (+2,2% su base annua) che al Nord (+2,1%), mentre il report di Unioncamere Lombardia, con informazioni sui flussi in entrata e in uscita dal mercato del lavoro, provenienti dalle Comunicazioni Obbligatorie, evidenzia nel terzo trimestre 2021 un saldo positivo di circa 25 mila posizioni tra contratti avviati (446 mila) e cessati (421 mila). Si tratta di un dato in lieve ridimensionamento rispetto all’anno scorso, per via della maggiore crescita delle cessazioni (+25,7%) rispetto agli avviamenti (+21,5%); va però ricordato che nel 2020 gli avviamenti – e soprattutto le cessazioni – erano fortemente ridotti per effetto dell’emergenza sanitaria e dei provvedimenti nazionali a difesa dell’occupazione (cassa integrazione, divieto di licenziamento, ecc.). Il confronto con il 2019 mostra invece un miglioramento del saldo nel terzo trimestre 2021: la variazione di avviamenti e cessazioni, positiva in entrambi i casi, appare infatti più marcata per i primi (rispettivamente +8,4% e +5,2%). 

I contratti a termine sono la maggior parte dei nuovi ingressi

Il saldo positivo è frutto quasi esclusivamente della crescita dei contratti a termine (+31 mila), mentre si conferma negativa la dinamica delle posizioni a tempo indeterminato (-8 mila). La crescita di posti di lavoro si concentra nel commercio e nei servizi (+26 mila) che rappresentano il comparto di gran lunga prevalente dal punto di vista dimensionale con il 75% degli avviamenti, ma il saldo risulta positivo anche negli altri settori con la sola eccezione dell’industria (-3 mila). Il confronto con il 2019 vede un miglioramento del saldo in tutti i comparti, tranne che per l’agricoltura; gli avviamenti risultano in sensibile crescita, in particolare nelle costruzioni (+22,2%).

Calano le ore di Cassa Integrazione

Un altro segnale positivo è il percorso di rientro delle ore autorizzate di Cassa Integrazione dopo il picco del 2020: il calo su base annua è pari al -55,7%, anche se i valori assoluti sono ancora elevati rispetto alla serie storica precedente. Commenta così Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia: “La ripresa del mercato del lavoro lombardo non si ferma e in alcuni certi settori, come l’edilizia, appare particolarmente intensa. I dati del terzo trimestre 2021 evidenziano anche un incremento fisiologico delle cessazioni rispetto ai livelli eccezionalmente bassi dell’anno scorso, quando erano in vigore i provvedimenti di salvaguardia nazionali”.

Google trend 2021: in Italia i più “cercati” sono Green Pass e la Carrà

Anche quest’anno Google ha pubblicato come il consueto report Un Anno di Ricerche 2021, che allarga lo sguardo su personaggi, domande, argomenti più in risalto rispetto allo scorso anno, offrendo così un punto di vista sui tempi in cui viviamo. Ma cosa hanno cercato su Google gli italiani nel 2021, un anno segnato ancora dalla pandemia, ma anche dai tanti successi sportivi? Nella lista delle parole più digitate dagli italiani negli ultimi 12 mesi nelle prime posizioni spiccano il Green Pass e Raffaella Carrà, la cui scomparsa il 5 luglio scorso ha commosso tutta l’Italia. In un anno così importante per lo sport italiano, tra le parole top non mancano però gli Europei e Christian Eriksen, il calciatore danese che ha avuto un arresto cardiaco in campo, oltre a Champions League e Serie A. E tra gli eventi, il tennis, con Roland Garros, Wimbledon e Matteo Berrettini.

Dallo sport allo spettacolo alla politica fino agli addii più popolari 

Tra i personaggi del 2021 che hanno segnato il picco di traffico sul motore di ricerca ci sono ancora tanti sportivi, come Donnarumma, Janik Sinner, Federica Pellegrini, Marcell Jacobs, mentre nello spettacolo i Maneskin e Orietta Berti. E nella politica Mario Draghi e Giuseppe Conte, attuale ed ex primo ministro, riporta Ansa. Googlare è ormai una parola inserita nel vocabolario Treccani, e se tra i clic più di moda in cima alla classifica Google Trend spiccano “come fare il Green Pass” e Raffaella Carrà, tra gli addii più popolari, un po’ a sorpresa, al secondo posto c’è Michele Merlo, seguito da Franco Battiato e Gino Strada. Insomma, tra i Google Trend 2021 non c’è solo la pandemia nelle ricerche online italiane.

La Dad, la pizza e il Ddl Zan

Segno dei tempi, come scrive Leggo, nella lista di Google c’è anche Classroom, il programma per la didattica a distanza, incubo di milioni di famiglie durante questa pandemia, e quindi cliccatissimo. E la cucina, un tema che dal lockdown del 2020 in poi ha conquistato gli italiani? ‘Come fare la pizza in casa’ batte ‘come fare il pesto’ e ‘come fare la besciamella’, evidentemente sempre amata dagli italiani. Tra i ‘perché’ vince invece ‘Conte si dimette’, seguito da ‘non funziona WhatsApp’, e tra il ‘cosa significa’ svetta il Ddl Zan. Ma sul podio anche ‘zona rossa rafforzata’ e ‘resilienza’. Insomma, una fotografia dell’Italia 2.0 mai così veritiera.

Il mercato immobiliare italiano è in ripresa

Nel 20121 il mercato immobiliare italiano conferma la ripresa cominciata più di un anno fa, e restituisce segnali di ottimismo.
A determinare la spinta all’acquisto immobiliare, legata soprattutto all’intenzione di migliorare la propria condizione abitativa, sono state soprattutto la capacità di rilancio dell’economia italiana, favorita anche dalle risorse del PNRR, e una guida delle istituzioni percepita come salda e credibile.  È quanto emerge dal 3° Rapporto sul Mercato Immobiliare 2021 di Nomisma. Tuttavia, secondo l’analisi, per valutare correttamente la capacità di resistenza e ripresa dimostrate dal mercato sarà necessario aspettare che lo scenario si normalizzi. Solo con il tempo, infatti, sarà possibile capire se questa crescita è destinata a proseguire oppure a ridimensionarsi.

Acquisto prima casa e tendenza alla suburbanizzazione

Di fatto, sono oltre 3,3 milioni i nuclei familiari che hanno deciso di intraprendere la ricerca di una nuova abitazione, e l’intento è principalmente la sostituzione della prima casa. In particolare, confrontando il primo semestre 2021 con il primo semestre 2019 il mercato delle compravendite è cresciuto del 23,6%, e i mercati di provincia hanno contribuito in maniera significativa a questo incremento. Una tendenza nata soprattutto nel periodo di lockdown, durante il quale molti italiani hanno maturato e rafforzato alcune esigenze, come una maggiore segmentazione degli spazi e l’implementazione di soluzioni tecnologiche all’interno dell’ambiente domestico. Inoltre, la pandemia ha rimesso al centro il tema della qualità dell’abitare (più spazio, salubrità, connettività e minori costi energetici), tendenza che in parte si è riflessa nello spostamento della domanda verso localizzazioni suburbane.

Il ruolo del credito

L’andamento positivo del mercato, tuttavia, non è dovuto a un aumento del potere d’acquisto degli italiani, come si evince dalla dipendenza da mutuo di molti nuclei familiari, ma dal credito degli istituti bancari, senza il qual una parte significativa della domanda non potrebbe essere soddisfatta. È infatti proprio nell’atteggiamento accomodante delle istituzioni finanziarie che secondo Nomisma vanno ricercate le ragioni di un rimbalzo tanto repentino quanto consistente del settore. Inoltre, i temi della riqualificazione energetica degli immobili, come il Superbonus, e il supporto agli under 35 per i mutui prima casa rappresentano due aspetti fondamentali per la ripresa del mercato immobiliare.

Congiuntura immobiliare e mercati

Un altro tema centrale è quello della domanda di locazione, che nel 2021 non ha recuperato i livelli pre-pandemia ma rispetto al primo semestre dell’anno, è aumentata mediamente del 3,5%. In ogni caso, l’evoluzione dei prezzi degli immobili in ambito residenziale ha beneficiato dell’intensificarsi della domanda abitativa. In questo settore, su base annua, la variazione media dei prezzi è pari a +1,6%, con differenze, anche notevoli, sui vari mercati. Si va infatti dal +4,1% registrato da Milano al -1,2% di Palermo. I tempi medi di assorbimento degli immobili in vendita cambiano però in base alla tipologia: in media sono necessari 5,5 mesi per le abitazioni e 9 mesi per uffici e negozi. 

Boom di e-bike, ma l’automobile rimane la preferita dagli italiani

Da quanto emerge dal 18° Rapporto Audimob sulla mobilità, presentata al convegno organizzato da Isfort, CNEL e MIMS – Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, in Italia la mobilità post-Covid non è cambiata molto rispetto a prima dell’emergenza sanitaria. Salvo l’emergente passione per e-bike e mobilità green gli italiani continuano infatti a prediligere lo spostamento con l’auto tradizionale snobbando il trasporto pubblico.
“Le scelte di mobilità sono molto volatili – commenta il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini -. La vera questione è se nel 2022 ci sarà una domanda diversa di mobilità, anche a causa dello smart working”.

Cresce il parco dei mezzi elettrici, ma oltre 12 milioni di auto sono ‘vecchie’

L’indagine evidenzia comunque una crescita del parco dei mezzi elettrici, arrivati a 83.463 auto (+57% rispetto a fine 2020), 18.635 ciclomotori (+12,3%), 12.471 scooter e moto (+32,7%), 8.352 quadricicli (+18,2%). In ascesa anche l’immatricolazione delle auto ibride, che supera il diesel e fa conquistare all’Italia il podio in Europa. Ma nonostante le velleità green degli italiani, il parco circolante è ancora vetusto, con oltre 12 milioni di auto, quasi un terzo del totale, che non superano lo standard emissivo Euro 3. Le alimentazioni a benzina e gasolio riguardano infatti oltre 35 milioni di auto, quasi il 90% del totale, mentre le auto ibride sono 550mila e quelle elettriche poco più di 50mila. Tuttavia, nelle immatricolazioni 2020 la quota di auto elettriche e ibride è stata pari a quasi il 20% del totale.

Mobilità condivisa, +35mila monopattini elettrici

Una parte degli italiani però ha scelto un mezzo più ecologico, incentivato anche dai bonus, e ha acquistato una e-bike. Secondo i dati Ancma, nel 2020 sono state vendute in Italia oltre 2 milioni di biciclette, di cui 280mila e-bike (+17% rispetto al 2019), e nei primi sei mesi del 2021 ne sono state vendute 157.000 (+12% rispetto allo stesso periodo del 2020). Quanto alla mobilità condivisa, il 2020 è stato un anno di luci e ombre. La flotta complessiva di veicoli è cresciuta del 65%, con un parco disponibile di 85mila mezzi, ma si tratta di un incremento quasi interamente imputabile ai monopattini elettrici (+35mila), riporta Teleborsa. 

Il Tpl perde oltre il 50% dei passeggeri

Gli italiani continuano però a snobbare il trasporto pubblico locale, riferisce Ansa, e a intasare le strade con auto datate. Insomma, l’auto resta il mezzo preferito degli italiani e l’autobus entra in crisi, dimezzando la propria quota modale (dal 10,8% al 5,4%) e perdendo oltre il 50% dei passeggeri. Una tendenza che secondo le previsioni Audimob è destinata a proseguire, complici le norme di distanziamento, la paura dei contagi e lo smart working che di fatto ha ridisegnato la mobilità dei cittadini. Gli smart workers si muovono infatti molto più a piedi o in bicicletta e meno con i mezzi motorizzati, che sia l’auto o il trasporto pubblico.

Il 2030 secondo i giovani: un futuro tecnologico, inclusivo e sostenibile

Dalla ricerca Next Gen 2030BNP di Paribas Cardif, condotta sui giovani tra15-30 anni, emerge una visione ottimista: oltre due intervistati su tre (73%) sono convinti che nel 2030 si vivrà meglio, e con un profondo senso di ‘umanesimo’. E se le nuove tecnologie rivoluzioneranno il mondo del lavoro, con pc intelligenti, assistenti vocali e sistemi di monitoraggio del benessere del lavoratore (32%), lo smartworking sarà alternato alla presenza (52%), se non addirittura preponderante (34%). Ma i ragazzi sono convinti anche che vivremo in una società in cui le discriminazioni di genere saranno superate (35%), l’aspetto fisico non sarà più fondamentale (32%) e avere una donna alla Presidenza della Repubblica o del Consiglio (26%) sarà la normalità.

Più efficienza nelle strutture ospedaliere

Nel 2030 i giovani immaginano anche ospedali dotati di sale operatorie intelligenti, con assistenti virtuali e tecnologie integrate (31%). Il cambiamento atteso riguarda però tutto il mondo della sanità, che nella visione delle nuove generazioni riuscirà a riconvertire lo sforzo per lo studio dei vaccini anche per combattere altre malattie (46%). Quanto alla scuola, invece, metà degli intervistati (51%) crede che cambieranno le materie studiate, in un modello che prevede alcuni giorni in DAD (36%), o in strutture in stile campus/college americano (29%). Anche qui torna il leitmotiv dell’AI, che per il 62% rappresenterà il corso universitario del futuro.

Città più a misura d’uomo

Quanto ai rischi del futuro, per la Next Gen al primo posto ci sono quelli cyber (43%), seguiti dai danni provocati dal malfunzionamento della guida autonoma (32%) e da nuove pandemie (27%). In generale però un’evoluzione in positivo della società sembra essere quasi inevitabile, con un impatto anche sull’organizzazione delle città, che diventeranno più a misura d’uomo, soprattutto della popolazione con esigenze specifiche, come mamme, anziani, disabili (33%), e sulla mobilità, con un’AI che gestirà il traffico anche tramite semafori intelligenti (24%). Lo stesso ottimismo non si riscontra sempre per l’ambiente. Se da una parte molti immaginano la scoperta di nuove tecniche per riciclare e riutilizzare i prodotti (41%), non mancano i pessimisti che prevedono un peggioramento del riscaldamento globale e dell’inquinamento (31%).

Ognuno avrà il suo social personale

La digitalizzazione già avviata nell’universo dei pagamenti compirà poi un ulteriore passo verso l’economia cashless (51%) e l’e-commerce diventerà la modalità d’acquisto dominante (40%), ma anche l’esperienza fisica potrebbe migliorare grazie a negozi senza casse (24%) o alla vendita a domicilio su appuntamento (24%). Quanto al mondo dei social, secondo il 32% dei giovani intervistati i social attuali non esisteranno più, e c’è chi crede che ognuno avrà il suo social, impostato come desidera (23%). E in casa? Si immaginano tv più grandi e sottili da stendere e srotolare sul muro (36%), le abitazioni diventeranno tecnologiche (43%), salubri, con sistemi di purificazione dell’aria e di riduzione del rumore (37%) e alimentate esclusivamente da energie rinnovabili (36%).

Videogiochi, un settore su cui investire

Siamo un popolo di giocatori, ma anche di sviluppatori. E potremmo esserlo ancora di più, soprattutto investendo sul valore sociale del gaming un’ampia fetta dei contributi del Pnrr. Per spiegarsi meglio, nel nostro Paese nel 2020 le vendite di videogiochi hanno raggiunto il valore di 2,2 miliardi di euro, con una crescita del 21,9% rispetto all’anno prima. Il comparto produttivo italiano di questo specifico settore raccoglie 160 imprese che impiegano 1.600 addetti (di cui il 79% ha un’età inferiore ai 36 anni) e generano un fatturato di 90 milioni di euro. “È un comparto che condensa talento, creatività, innovazione e presenta ancora ampi margini di sviluppo”, spiega una nota del Censis, che ha realizzato la ricerca “Il valore economico e sociale dei videogiochi in Italia” in collaborazione con IIDEA – Italian Interactive Entertainment Association – l’associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia.

Investimenti che ritornerebbero subito

Secondo le previsioni del Censis, investendo nel gaming 45 milioni di euro in cinque anni (la somma prevista dal Pnrr alla voce finanziamento delle piattaforme di servizi digitali per gli sviluppatori e le imprese culturali), il fatturato delle imprese italiane del settore salirebbe a 357 milioni di euro nel 2026. Un intervento simile creerebbe nei cinque anni 1.000 posti di lavoro qualificato per i giovani, attiverebbe complessivamente 360 milioni di euro di investimenti privati e genererebbe 81 milioni di gettito fiscale aggiuntivo. D’altronde, segnala ancora la ricerca, i nostri connazionali credono che questo sia un comparto di valore e dalle grandi potenzialità. Per il 59,4% il settore è in grado di generare tanti nuovi posti di lavoro, soprattutto a vantaggio dei giovani. Per il 57,9% il talento e la creatività degli sviluppatori italiani renderanno il gaming un ambasciatore nel mondo del made in Italy. Per il 54,2% (e il dato sale al 58,9% tra i laureati) lo sviluppo del settore contribuisce alla ripresa economica nazionale. Insomma, altro che un semplice gioco.

Così si allenano anche le soft skills

I nostri connazionali sono anche convinti che il gaming abbia un valore anche l’oltre l’intrattenimento. Per il 71,6% degli italiani (e addirittura l’85,9% dei giovani) i videogiochi sono divertenti e fanno trascorrere il tempo in modo piacevole. Il 68,2% (con punte fino all’82,1% tra i giovani) li ritiene coinvolgenti, perché sanno appassionare e trasmettono emozioni. Il 60,8% li trova intuitivi e facili da utilizzare. Per il 52% (il 70,9% tra i giovani e il 58,6% tra i laureati) aiutano a sviluppare nuove abilità, come risolvere problemi o prendere decisioni in maniera veloce. Per il 42,2% i videogiochi favoriscono la socializzazione, perché incoraggiano le attività di gruppo.

Più di 4 milioni di italiani seguono la radiovisione

Sono più di 5 milioni gli italiani che nell’ultimo anno e mezzo hanno scoperto per la prima volta la radiovisione sugli schermi televisivi. E quelli che seguono i programmi radiofonici da device diversi da quelli tradizionali sono complessivamente più di 19 milioni. La radiovisione è in sintonia con gli stili di vita degli italiani: più di 4 milioni di italiani seguono ogni giorno la radiovisione dagli schermi televisivi, e nel primo semestre del 2021 sono aumentati del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. Gli italiani che invece guardano anche saltuariamente la radio in tv superano gli 11 milioni. Sono i principali risultati del 2° Rapporto del Censis La transizione verso la radiovisione.

La fiducia nella radio è rimasta invariata

I programmi radiofonici sono usciti bene dall’infodemia scatenata dall’emergenza sanitaria. Per l’82,6% degli italiani la fiducia nella radio è rimasta invariata nell’ultimo anno, per il 6,1% è aumentata. L’81,4% degli italiani poi è convinto che la radiovisione sia un nuovo media che combina i contenuti di qualità della radio con le infinite possibilità di ascolto e di visione in diretta su una molteplicità di schermi: il televisore, il pc, il tablet e lo smartphone. Inoltre, l’81,7% degli italiani ritiene che il successo dei programmi radiofonici dipenda dalla credibilità e affidabilità dei loro contenuti.

La politica nazionale conquista il 40,1% di preferenze

Le notizie di politica nazionale sono quelle che interessano di più gli utenti, con il 40,1% di preferenze. Al secondo posto, in forte crescita nell’anno della pandemia, le notizie riguardanti scienza, medicina e tecnologia, che catturano l’attenzione del 34,9%. A questi seguono, stili di vita, viaggi e cucina (28,8%), cronaca nera (27,9%), sport (26,7%), cultura e spettacoli (25,8%). I gusti degli utenti della radio però cambiano in base al sesso. Se gli uomini preferiscono la politica nazionale (il 45,5% contro il 34,4% delle donne), lo sport (45,4% vs 7,2%) e l’economia (23,2% vs 9,9%) le donne sono attratte di più dalle notizie riguardanti stili di vita, viaggi e cucina (40,5% vs 17,5%), cultura e spettacolo (33,8% vs 18,1%), gossip e cronaca rosa (28,8% vs 6,2%).

Il futuro dei contenuti audio? No alle piattaforme digitali

Il 63,1% degli italiani è convinto che il futuro dei contenuti audio non saranno le piattaforme online di musica a pagamento, che offrono lo streaming on demand di brani selezionati in base ai gusti personali dell’utente (la pensa così anche il 51,7% dei più giovani).  Per il pubblico due fattori conferiscono un valore aggiunto alla programmazione radiofonica rispetto alle piattaforme digitali: i contenuti realizzati da una redazione di professionisti e la programmazione in diretta. Il 90,1% sottolinea la differenza tra i programmi offerti all’interno di un palinsesto realizzato da redazioni professionali, ricco di musica e di contenuti informativi, e le piattaforme on demand, che offrono esclusivamente musica selezionata in modo personalizzato. L’85,2% sottolinea che la peculiarità della radio è di essere live, e di riuscire così a mantenere un contatto diretto con il proprio pubblico.

Cinque milioni di italiani si sentono a casa nel proprio “locale del cuore”

Cosa rende un locale il posto del cuore, quello dove ci si sente a casa, dove si condividono momenti piacevoli ed emozioni con i propri amici o i propri cari? A chiederselo, anzi a chiederlo agli italiani, è stata Birra Moretti, che nel 2021 ha scelto il nuovo posizionamento e il nuovo slogan ‘In buona compagnia, così come siamo’. Dopo le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, e la libertà arrivata con la stagione estiva, grazie anche alla campagna vaccinale, la voglia di ripresa è tanta, così come la voglia di tornare nei locali. Secondo la ricerca condotta da Bva Doxa per Birra Moretti sono 5 milioni gli italiani che affermano di sentirsi a casa nel proprio ‘locale del cuore’, che si tratti di un bar, un pub, un ristorante, un bistrot, o una pizzeria.

L’ambiente e il cibo sono le caratteristiche giudicate più importanti

Dopo aver indagato cosa vuol dire e cosa ci fa sentire a casa, Birra Moretti ha cercato di mettere a fuoco le caratteristiche che non possono mancare a un locale per farci sentire a nostro agio. Stando ai risultati della ricerca, gli italiani di un locale innanzitutto giudicano l’ambiente (52%), un ambiente che deve essere curato e accogliente, deve trasmettere calore e avere attenzione per i dettagli. Una volta trovato l’ambiente giusto, è giudicata importante la tipologia di cibo che viene offerto (43%), un vero chiodo fisso per gli italiani.

Servizio, acustica, sottofondo musicale, arredamento e luci soffuse

Completano il podio delle caratteristiche del locale del cuore quasi in ex aequ0, il servizio, che deve essere accurato, ma senza troppa formalità (40%), e l’acustica, fondamentale per poter conversare piacevolmente (39%). Gli italiani però non dimenticano, e anzi apprezzano, elementi quali la musica di sottofondo (27%), l’arredamento (24%), e le luci soffuse (21%).

La birra è la bevanda della buona compagnia

Ma cosa bevono gli italiani seduti al tavolo del loro locale del cuore? L’indagine Doxa, riferisce Askanews, conferma che per gli italiani è la birra la bevanda della buona compagnia (42%), anche più del vino (37%). E tra i posti preferiti dove condividerla con le persone che si amano un italiano su due indica la pizzeria, ribadendo il binomio intramontabile ‘pizza e birra’. Dopo la pizzeria, gli italiani indicano la birreria (29%), casa propria o di amici (29%), il locale frequentato con gli amici (26%), il ristorante (23%) o un bar qualsiasi (19%).